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venerdì 29 settembre 2017

SCOTTON E LA TAVOLA ROTONDA



Sei uno studente che come me ha iniziato da poco la scuola? Sei in cerca di un lavoro e tra poco dovrai sostenere un colloquio? Vuoi dare una buona impressione?
Allora sei nel posto giusto, abbiamo dei consigli per te!
Devi sapere che nei primi cinque minuti dalla conoscenza lasci un’ idea di te che potrebbe rimanere indelebile nella mente di chi hai di fronte. Devi quindi prestare molta attenzione a come ti poni di fronte al tuo interlocutore.
Ad esempio solo nel modo in cui ti siedi, parli di te!


A scuola...




Osserva come la posizione della tua mano possa far capire al prof. se sei veramente attento o non vedi l’ora che suoni la campanella.









Forse non te ne sei mai accorto ma quando sei in ansia per l’interrogazione inizi a toccarti i polsini delle maniche e l’orologio per cercare di calmarti… il prof se ne accorgerà!







A lavoro…



Durante un colloquio di lavoro puoi dimostrati aperto e interessato o chiuso in te stesso e diffidente. Per non dare una brutta impressione, stai attento a non creare barriere con il tuo interlocutore.


Tra amici...


La posizione “naturale” che assumono i tuoi piedi, quando sei in un gruppo, indica verso chi è rivolta la tua attenzione o se ti senti partecipe  alla discussione.




Anche io ho avuto modo di imparare quanto la comunicazione non verbale, cioè  il linguaggio del  nostro corpo, conti anche in un tavolo quando si stipula una polizza assicurativa. Ad esempio, qui alla Scotton conta molto il rapporto con il cliente e per farlo sentire a suo agio, in ogni ufficio sono presenti dei tavoli rotondi creati apposta per evitare di creare barriere tra i due interlocutori. Potrà sembrare banale ma fa la differenza!  
(Immagini prese da: www.105.net/gallery/tutto-news/201246/16-foto-che-mostrano-come-lavora.html)

venerdì 9 giugno 2017

CULTURA GENERALE: CHI RISCHIA VA PREMIATO

CHI RISCHIA VA PREMIATO

Parte tutto molto tempo fa. Medioevo. I commercianti, alle prese con la navigazione e alla scoperta di nuove terre,  inventano quella che noi oggi chiamiamo “Assicurazione”.  Ma da dove viene uno dei termini più importanti di questo ambito?

Sto parlando del termine “premio” il cui significato attuale non ha a che vedere con l’assicurazione. Ma facciamo qualche passo indietro e vediamo il contesto da cui deriva.
Le prime forme assicurative hanno origine nelle città marittime italiane quando i piccoli commercianti mettevano a rischio la propria merce a causa dei pirati e delle confische in terra straniera. Per tutelarsi, l’assicurato, ovvero il mercante, si recava presso l’ assicuratore, il quale “scommetteva” sul fatto che un  evento dannoso non avrebbe colpito l'assicurato: se il mercante avesse fatto ritorno senza che nulla accaddesse, l’assicuratore avrebbe vinto la scommessa e quindi incassato il premio; al contrario, se nel tragitto fosse successo qualcosa, la scommessa sarebbe stata vinta dall’assicurato.
Di conseguenza, come avrete già capito, il “premio” è quella somma di denaro che incassa l’assicuratore per essersi assunto il rischio della scommessa.
Anche oggi, ogni volta che si stipula un qualsiasi contratto assicurativo, si sta scommettendo che l’evento scongiurato dal contraente non avverrà mai. E chi si assume un rischio va premiato!

E tu? Avresti mai pensato che fosse partito tutto da loro? Hai mai rischiato così tanto?
Io si: un piccolo rischio l’ho corso semplicemente accettando di partecipare a questo progetto, non sapendo a che cosa stavo andando in contro: nuovi compagni, nuove esperienze che ci hanno messo in discussione e, a volte, imbarazzati, come quella volta in cui abbiamo dovuto parlare di fronte ad una telecamera!
Però so che un giorno sarò premiata per tutto ciò!